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Startup italiane e brevetti: quanto vale davvero la proprietà intellettuale nel 2025?

Nel panorama dell’innovazione italiana, la proprietà intellettuale è spesso un tema secondario per molte startup. Ci si concentra su MVP, fundraising, go-to-market, dimenticando che marchi, brevetti e modelli possono rappresentare non solo una forma di tutela, ma anche un asset strategico in fase di crescita.

Eppure, nel 2025, qualcosa sta cambiando.

Il valore economico dei brevetti

Secondo i dati dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), le richieste di brevetto da parte di aziende italiane sono cresciute del 3,3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 5.354. Si tratta del secondo incremento consecutivo dopo anni di stagnazione.

Ma attenzione: il numero resta inferiore rispetto ad altri Paesi europei, a dimostrazione del fatto che l’Italia fatica ancora a cogliere appieno il potenziale di questi strumenti.

Un brevetto può aumentare il valore di un’azienda in fase di valutazione, rappresentare una barriera all’ingresso per i competitor, e diventare persino una fonte di reddito tramite licenze.

Startup e protezione: un binomio complesso

Molte startup italiane, pur operando in ambito tech, non depositano brevetti o marchi nei primi anni di attività. I motivi sono diversi:

  • Costi percepiti come troppo alti
  • Incertezza su cosa brevettare e dove
  • Tempi lunghi di approvazione
  • Scarsa cultura della tutela della proprietà intellettuale

In realtà, esistono strumenti accessibili e strategie mirate per proteggere le innovazioni sin dalle prime fasi.

Marchi, modelli e segreti industriali

La proprietà intellettuale non si limita ai brevetti. I marchi registrati, ad esempio, tutelano nome e logo di una startup, mentre i modelli proteggono il design di un prodotto. Anche i segreti industriali – formule, algoritmi, database – possono rappresentare asset da difendere con policy interne e NDA.

Incentivi e strumenti disponibili

Nel 2025 sono attivi diversi strumenti a sostegno della tutela:

  • Voucher 3i: copre fino a 70% delle spese di consulenza e deposito per startup innovative
  • Brevetti+ (Invitalia): contributi a fondo perduto per valorizzare brevetti
  • Marchi+ e Disegni+: incentivi per la registrazione a livello europeo

Questi bandi vengono rifinanziati ciclicamente e rappresentano una leva concreta, soprattutto per startup in fase seed.

Un cambio di mentalità necessario

Investire nella tutela della proprietà intellettuale significa proteggere ciò che si sta costruendo, anche quando sembra ancora fragile. È un segnale di solidità, sia verso gli investitori sia verso il mercato.

Nel 2025, chi innova deve anche imparare a proteggere.